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MESSAGGI RICEVUTI/Ritrovarsi
DA MISTRETTANEWS PER LA RICERCA DI AMICI D'INFANZIA PERDUTI


MISTRETTA MEMORY
"Compagni di scuola e di classe, compagni di squadra e di banda, compagni di niente",
a cura di Mariano Bascì

COMPAGNI DI SCUOLA CERCASI

25/01/10 - 6:14:59 pm
NOTIZIE SULLA FAMIGLIA SEMINARA DA ROMA
 Sono un Dirigente scolastico di Roma; la mia famiglia è originaria di Mistretta (Famiglia Seminara). Sto facendo una ricerca storica sulle sue origini, grazie anche ad alcune notizie avute tramite mia madre e dalla famiglia Sidoti, di cui siamo parenti. Ho visitato il vostro sito ed ho trovato anche qui alcune  notizie utili per la mia ricerca. In particolare vorrei potermi mettere in contatto con la professoressa Nella Sidoti, di cui ho letto alcuni scritti anche sul vostro sito, ma anche, se fosse possibile avere ulteriori informazioni sui Seminara. Chissà se, anche tramite il vostro archivio storico, potrei avere informazioni e/o immagini? Il mio bisnonno era Antonino Seminara, figlio di Giuseppe Seminara (fu Antonino) e di Caterina Sgroppo. Potete aiutarmi, dandomi anche indicazione a chi mi potrei rivolgere. Vi ringrazio per la cortese attenzione ed invio cordiali saluti  Lucia Cagiola. ROMA


"La nostalgia di quel panino con la mortadella"

LETTERA DI TANINO CATANIA A FRANCESCO DI BERNARDO AMATO

15/01/10 10:49:06 am
 Caro Ciccio, finalmente, grazie alla lodevole iniziativa di Tatà Lo Iacono, che permette a tanti amici di potersi ritrovare, anche se per via telematica, ti ho rivisto con stupore nelle foto per le vie di Mistretta, dove credo non venivi da anni.
Io non sapevo più nulla di te, come di tanti altri vecchi amici di infanzia. Scoprire il sito di Tatà mi ha dato la grande gioia di un tuffo nel passato. Ne sono passati di anni (io ne ho 62) e ormai si vive di ricordi. Rivedere i compagni di giochi e di scuola riempie il cuore di tanta, ma tanta commozione. Volevo scriverti subito dopo aver avuto il tuo indirizzo di posta elettronica, ma prima di Natale sono caduto in campagna e mi sono rotto il malleolo, quindi sono stato costretto per un po’ di tempo a restare in ospedale.
Ho appreso che sei un eccellente medico e un sublime poeta. La classe non è acqua. Anche ai nostri tempi eri un piccolo genio; sei stato sempre molto bravo sia culturalmente che come amico e compagno di giochi.
 Io ora sono un pensionato, ho lavorato in banca per 35 anni quasi tutti al Banco di Sicilia di S. Stefano di Camastra, dove continuo a vivere con la mia famiglia. Ho fatto anche il consigliere comunale e recentemente l’assessore di questo Comune. Mi sono sposato, ho tre figli maschi, di cui due nell’ambito militare (il più grande è stato proprio a Pordenone per un anno) e l’altro si deve laureare il prossimo mese in Lettere Moderne (ha frequentato pure lui il glorioso Liceo di Mistretta). Di recente ho comprato un pezzo di terra vicino al mare, dove ho costruito una villetta, a pochi chilometri da Torremuzza e da S. Stefano di Calastra. Spero che se verrai a Mistretta questa estate mi onorerai di averti ospite per un pranzo o una cena. Sono diversi anni ormai che non salgo più a Mistretta d’estate, ormai lì non ho più nessuno. Dopo la morte dei miei genitori e di mio fratello (il cancelliere) ho venduto la casa, dove c’era anche quella piccola “putia” dove ogni mattina, prima di andare a scuola, “don Lucio“ (mio padre) ti preparava il panino con la mortadella. Ricordo con molto affetto anche tua mamma che veniva tutti i giorni a fare la spesa e a scambiare quattro chiacchiere con i miei. Spero veramente che il Signore ci possa dare questa piccola gioia di poterci riabbracciare questa estate, sia con te e sia con tanti altri vecchi compagni che in agosto ritornano a Mistretta.
Un affettuoso saluto ai tuoi e per te un caloroso abbraccio.
Tanino Catania - Santo Stefano Camastra (ME)

16/01/10 8:05:17 am
Carissimo Tanino, la tua bellissima lettera al comune amico Ciccio Di Bernardo va pubblicata nel sito. L'ho fatto subito. Ha un sottofondo poetico che si nutre di quella "nostalgia" che ci prende quando il tempo (ahinoi!) passa, come il fiume di Eraclito. Ad ogni modo, speriamo di incontrarci. Inutile dire che conoscevo tuo padre e, soprattutto, quel "gran signore" che è stato tuo fratello. Il "cancelliere Ciccio" amava la fotografia e affrontò veementi e sacrosante battaglie civili per la difesa del Tribunale di Mistretta, nonostante incomprensioni e ostilità. Lo difesi e sostenni spesso. Anche sui giornali. Ti ringrazio ancora per i lusinghieri giudizi sul sito. Intanto, vorrei venire a Santo Stefano per ritrovare il padre di un mio omonimo (di nome e cognome), nonché mio lontano cugino, che vive a Trieste e che lì ha suonato il clarinetto nell'orchestra del teatro "Verdi". Anch'egli mi ha rintracciato tramite il sito. Siamo già in contatto. Ma per quanto riguarda suo padre Giuseppe non so come rintracciarlo a Santo Stefano. Se hai qualche dato in merito, mi risparmieresti di chiedere dove abita. Un affettuoso saluto da Tatà Lo Iacono

07/01/10 9:27:35 pm
Ciao, caro Sebastiano, finalmente ho potuto visitare il tuo bellissimo sito. Ho potuto vedere anche le foto dei tuoi: tuo padre me lo ricordavo proprio come in una delle foto che hai caricato nel sito. Le immagini di tuo padre "da grande" mi fanno tornare in mente il mio caro nonno Sebastiano. D'ora in poi visiterò più spesso il tuo sito, computer permettendo... Ammetto di non essere molto pratico con l'informatica ma non preoccuparti perché, tra la mia volontà di imparare e l'aiuto di mio figlio, qualcosa di buono sono sicuramente in grado di fare. Stamani, qui a Trieste, ho incontrato il dottor Passarello ed il signor Luigi Grimaldi, anch'egli tuo compaesano; ho fatto loro presente il tuo magnifico sito, invitandoli a visitarlo.
Ho parlato con mio padre di te e del tuo sito; anche se lui è stato più a contatto con tuo fratello, mi ha riferito di conoscerti. A sua detta, una delle ultime volte che lui ti ha visto è stata quando il coro di Mistretta si è esibito alla società operaia di Santo Stefano.
Ancora auguri di felice anno nuovo a te e alla tua famiglia.
Sebastiano Lo Iacono di Giuseppe - Trieste

08/01/10 9:52:17 am
Carissimo, ho ricevuto il tuo messaggio. Lo inserirò, come gli altri, nella pagina dei Contatti e del Forum. Grazie della visita e dei giudizi lusinghieri. Mi fanno piacere. Lo confesso. Ti prego di porgere i miei saluti al dottor Passarello e al signor Grimaldi, di cui non ho gli indirizzi mail. Se scendo a Santo Stefano mi riprometto di andare a trovare tuo padre. Per quanto riguarda l'accessibilità al mio sito, ho fatto le verifiche e non ci dovrebbero essere problemi. Quindi, penso che nel tuo PC c'era da attivare alcune applicazioni per le pagine Internet che hanno contenuti audio e video particolari. Ad ogni modo, se ora tutto funziona, mi fa piacere.
A presto. Un caldo abbraccio da Sebastiano Lo Iacono da Mistretta.

28/12/09 9:25:15 pm
SEBASTIANO LO IACONO NEL MONDO
Salve, sono Sebastiano Lo Iacono, il figlio di zio Peppino, di Santo Stefano di Camastra... Non è uno scherzo. Sono quello che per lavoro si è trasferito tanti anni fa a Trieste, nel profondo Nord, dove ho svolto la mia professione di primo clarinetto del teatro "Giuseppe Verdi". Sei il nipote del vecchio zio Giuseppe, il Cavaliere, vero? Io lo conobbi a Mistretta, quando venni a suonare con la banda di Santo Stefano, alla fine degli anni Cinquanta. Hai per caso un altro fratello o cugino o un altro parente giornalista? So che ce ne dovrebbe essere uno a Milano, del quale non ricordo momentaneamente il nome. Spero che possiamo conoscerci di persona quando scenderò (spero in primavera) a Santo Stefano.
Un saluto e un augurio di Buone Feste a te e alla tua famiglia.

RISPOSTA
29/12/09 8:07:35 am
...dunque: ti chiami come me. Omonimi al 100 per cento. Mio padre aveva parenti e cugini a Santo Stefano. Li ricordo, quando, da piccolo, si visitavano a vicenda. Mio padre (non mio zio) era il "cavaliere" (quello vero, come dici tu). A Mistretta era notissimo. Quasi una "istituzione". Mi pare di avere incontrato con lui, moltissimi anni fa, un parente Lo Iacono che suonava nella banda e che ne fosse stato anche il maestro direttore. Ma è un ricordo confuso. Ho incontrato altri Lo Iacono, anche recentemente, a Santo Stefano che hanno lo stesso tuo ricordo. Ho un fratello giornalista, ma non abita a Milano. Vive e lavora tra Mistretta e Messina, e scrive per la "Gazzetta del Sud", come io ho scritto per tanti anni per il "Giornale di Sicilia". La tua email mi ha fatto grande piacere. Dobbiamo rivederci e conoscerci.
Ti fornisco altri dati: ho uno zio, che è stato per molti anni parroco a Marina di Caronia, anch'egli aveva buoni rapporti con un signore di Santo Stefano, che faceva l'autista, ed era un nostro lontano cugino. Quest'ultimo, anche con mio padre si vedevano spesso. Della famiglia paterna (che erano circa 13: da qui il soprannome di “Tredicino”) rimane in vita solo lo zio Giovanni sacerdote, che abita a Palermo e ha ben 93 anni. Mio padre Giuseppe è morto da circa 3 anni, all'età di 92 anni. Mia madre da 10 e conosceva molta gente di Santo Stefano. So che nella tua famiglia ci sono molti musicisti di talento. Se vai nel mio sito c'è qualche foto di mio padre. Ti mando i miei più affettuosi auguri di ogni bene.
Sebastiano Lo Iacono da Mistretta (fu Giuseppe, tanto per non confonderci...).
Anche perché quando ho ricevuto la tua mail con il mio stesso nome mi è preso quasi un colpo. Ho pensato che il computer fosse stato attaccato da qualche virus e che il server del mio sito fosse impazzito... Ad ogni modo, ancora auguri di Buon Natale sempre... A presto.

29/12/09 10:34:40 pm
 Ciao Sebastiano, innanzitutto sono contento di aver ricevuto la tua risposta, tra l'altro anche molto rapida! Proprio perché poteva sembrare uno "scherzo" ho puntualizzato, all'inizio della precedente mia, che di bufala non trattavasi ... Mi ha fatto molto piacere leggere le righe che mi hai scritto: per certi versi, è stato un bel "tuffo" nel passato. Proprio leggendole, mi balza più chiaramente agli occhi il grado di parentela tra mio nonno e tuo padre: erano cugini primi. Tuo zio era parroco a Marina di Caronia? Bene, pensa che mio figlio è stato  battezzato all'età di un anno, il 27 agosto 1983, proprio a Marina di Caronia...da tuo zio!
Anche a noi, a Santo Stefano, ci conoscono (soprattutto le persone più avanti con l'età) come i "Tredicini" o, meglio, come i discendenti dei "Tredicini". Sono venuto a conoscenza della morte di tuo padre qui a Trieste attraverso il mio amico Dott. Benedetto Passarello che, come ben saprai, è tuo compaesano.
Nella mia famiglia abbiamo suonato tutti. Mio padre suonava il trombone nella banda; mio fratello Calogero insegna musica a Tusa; mio fratello Gaetano è primo oboe al teatro "Massimo Bellini" di Catania. Ad ogni modo, suppongo ti ricorderai di mio padre. Anche a me farà molto piacere poterti conoscere di persona e, per intanto, ti mando in allegato la pagina, con la foto ed un breve curriculum vitae, estratta dalla locandina di un concerto tenutosi al teatro "Verdi" di Trieste alcuni anni fa. Rinnovo gli auguri di buone Festività per te e la tua famiglia. Sebastiano Lo Iacono (di Giuseppe). Trieste

30/12/09 9:23:53 am
Messaggio ricevuto. Immagine compresa. Grazie. Ammetto che questo contatto tra due Sebastiano Lo Iacono mi commuove. A prescindere dalle origini comuni. Avere un parente omonimo, nonché musicista, poi, mi affascina ancora di più. Amo la musica, ma, purtroppo, è uno dei linguaggi che mi manca da sempre. Nel mio sito (http://www.mistretta.eu), dove ci sono tante cose, ho inserito i tuoi messaggi e le mie risposte. Ci sono due pagine che, appunto, appartengono a una rubrica che si chiama "Ritrovarsi" e "Contatti". I link li troverai nella pagina Ultim'ora e altrove. Aggiungo che mi piace anche il titolo che hai dato alle tue email: Sebastiano Lo Iacono nel mondo. Teniamoci in contatto. Il passato è il nostro presente. Le nostre radici sono il nostro futuro. Un grande abbraccio con la speranza di ritrovarci (fisicamente) per la prossima estate.
 Ti invito, fin da ora, per una giornata conviviale, nella mia campagna di Cicè, da dove si ammira, a distanza, come toccandolo con la mano, il Santuario del Letto Santo di Santo Stefano, e dove mio padre il cavaliere andava spesso, e che io ho fatto rinascere.
Sebastiano Lo Iacono (a Mistretta, detto Tatà).

30/12/09 - 4:56:51 pm
Caro cugino, sono commosso delle belle parole arrivatemi; traspare la tua spiccata sensibilità e sicuramente ci incontreremo di persona. Ti ringrazio sin da ora per il tuo gentile invito.
A presto  Sebastiano - Trieste

07/11/09 - 7:33:52 pm
Nello Di Salvo
Provenienza: Barcellona P.G. (Messina)
Messaggio: Desideravo avere notizie sulla famiglia Di Salvo di Mistretta. Mio padre era mistrettese, figlio del Brigadiere dei Carabinieri, Sebastiano Di Salvo, nato a Mistretta il 19 aprile 1897. Vorrei sapere dei suoi fratelli e sorelle. So solo che le sorelle sono emigrate in America, forse Los Angeles, e un fratello viveva a Mazzara del Vallo. Potete fornirmi informazioni? Ringraziandovi anticipatamente porgo
Distinti saluti. Avv. Nello Di Salvo

28/08/09 12:24:06 pm
Ho radici mistrettesi e da poco, quasi per caso, ho scoperto la corposa presenza di siti web riguardanti la mia città natale. Tra le mails in memoria del professore Enzo Romano mi ha piacevolmente commosso quella del dottor Marchese, che, probabilmente, ho occasionalmente conosciuto in età adolescenziale, laddove rammenta le "acchianate e scinnute", lungo il corso con Filippo Di Salvo e il cugino Grazino Lo Presti. Il primo, era mio zio materno; ed il secondo mio cugino in seconda: entrambi continuano a essere per me riferimento, stabile ricordo e insegnamento. Mi fa particolare piacere riscontrare che, a distanza di oltre 30 anni (ci lasciarono precocemente all'età di 46 anni, a pochi mesi di distanza tra loro) qualcuno li ricordi ancora. Grazie, dunque, dottor Marchese, per le sue parole, che, pur per me non senza malinconia, hanno rievocato Pino e Razzinu.
Alessandro Patti/ MERATE (Lecco)

Alfonso Marchese risponde
30/08/09 11:38:05 pm
Grazie per avermi dirottato il messaggio di Alessandro Patti, che avrei il piacere d'incontrare nel mio prossimo soggiorno a Mistretta: dall'8 al 14 settembre. Conosco la mamma Mirella e la zia Marisa, per il semplice fatto che eravamo vicini di casa. Ho conosciuto anche il papà che faceva a suo tempo il “filino" a colei che poi sarebbe diventata sua moglie. Filippo, lo zio di Alessandro, fu per me una guida in anni di turbolente adolescenza. Era di piglio duro. Ma aveva un grande senso dell'ironia. Era anche una persona timida, ma non per questo rinchiusa in se stesso. Tutt'altro. La politica era la sua passione. Ma il tratto che lo distingueva era la coerenza e un retroterra culturale robusto. Sapeva essere anche sferzante. E pochi erano capaci di resistergli. Tant'è che Peppino Simonetta, altro personaggio che in quanto a lingua non aveva nulla da invidiare, gli diceva celiando che la vipera aveva meno veleno di lui. Filippo era di una grande umanità. Sapeva essere debole con i deboli e forte con i forti … Insomma, un uomo di grande tempra.
Razzino Lo Presti era molto più riservato. Era di una pudicizia sconcertante. Se gli capitava di scambiare qualche battuta in presenza di donne diventava tutto rosso e imbarazzato. Il cugino Filippo qualche volta lo prendeva in giro. Ma era il carattere. E difficilmente sarebbe stato possibile correggerlo.
Questi due personaggi di una Mistretta a cavallo tra gli ultimi anni cinquanta ed i primi dei sessanta hanno lasciato una traccia profonda nella mia memoria. In fin dei conti noi siamo il passato. Come dice Eliot il tempo passato è nel tempo presente e il tempo presente è nel tempo passato, se tutti e due forse sono nel tempo futuro, tutto il tempo è presente. Come faccio a fare a meno del ricordo di loro?
Caro Alessandro, mi piacerebbe incontrarti sapendo che sei il nipote di uno zio che è stato un grande uomo. Ed è un vero peccato che nessuno si ricordi di loro. Il primo ha segnato la politica mistrettese, il secondo ha rappresentato un capitolo della storia del liceo classico. Qualche anno addietro ad un esponente della destra nazionale di Rieti parlai di Filippo Di Salvo. Lo conosceva. Sembra una beffa del destino: in una città laziale c'era qualcuno che si ricordava di Filippo Di Salvo e a Mistretta no. Il che mi dispiace.
Ciao Alessandro. Alfonso Marchese

31/08/09 5:58:26 pm
Non possedendo la mail di Alfonso Marchese utilizzo nuovamente della sua cortesia, rispondendo anzi ad entrambi per ringraziarvi di avermi fatto nuovamente incontrare Pino, attraverso la rievocazione di episodi che denotano una precisissima ed intima conoscenza dell'uomo. Pino era proprio così e certo troverebbe agevole nella sua (anche auto) ironia schernirsi dinanzi ai complimenti da noi profusi e "sfotterci" adeguatamente, se solo potesse leggerci. Anch'io avrei piacere a incontrarvi, così come avrei piacere a rivedere Don Lillo Lombardo, mio aristotelico Maestro di filosofia, insegnata, come si conviene ai dettami del metodo peripatetico, lungo il Corso di Mistretta. Mistretta ha partorito davvero, prima ancora di grandi personaggi, delle belle persone! Purtroppo, non potrò essere questo mese di settembre, ma lo prendo come un impegno rispetto al quale la diversa latitudine del nostro vivere quotidiano non deve costituire ostacolo insormontabile. Vivo a Merate in Provincia di Lecco, ma capito, se non spesso, talvolta a Roma e più sovente in Sicilia per lavoro. Peraltro, se doveste passare da queste parti... Cordiali saluti e a presto. Alessandro

Alfonso Marchese, scrittore e giornalista de "Il Messaggero"
da Spoleto scrive
Sabato 02/05/09 - 5:51:35 pm
"Perduti e ritrovati". La nostra generazione o meglio il gruppo più irrequieto della classe '45-'48, di cui il sottoscritto portava la bandiera per le sue stravaganze e incursioni parossistiche che destavano scandalo, veniva inserito nella categoria dei cosiddetti "perduti". E cioè privi di ogni possibilità di riscatto. Insomma, di dannati della terra. Ora, a distanza di decenni, non sarebbe male che quei "perduti" di un tempo si ritrovassero nel luogo della loro giovinezza. Questa volta senza furti di galline o vendite furtive di olio, provole e quant'altro per tirare avanti con le spese di gioventù. Dirò di più, almeno per quel che mi riguarda: eravamo poveri in canna, eppure trovavamo l'effimero più indispensabile del necessario. Il risultato di una ipotetica Amarcord: o pietosa o di grande effetto emotivo. La mia è una proposta. Che molto probabilmente non attraccherà ad alcun porto. Già la volontà era poca allora, figurarsi adesso con l'arteriosclerosi incombente e le giunture scricchiolanti. Anche se trovo azzeccata l'affermazione di lord Darlington, personaggio di Oscar Wilde: "l'anima nasce vecchia e invecchiando diventa giovane".
Con affetto, Alfonso Marchese - Spoleto


MISTRETTANEWS RISPONDE/Contatto dal dominio www.mistretta.eu
Sabato 02/05/09 - 7:06:23 pm
 Carissimo Alfonso, ci siamo perduti. Non c'è dubbio. Possiamo ritrovarci. Anche come "compagni di scuola". Che non fummo, perché tu, per me, fosti un singolare docente di filosofia che aveva i connotati del "personaggio mitico". Per me non fosti mai "un dannato"; per la chiacchiera dominante mi pare di si. Certo è che quella tua breve supplenza al liceo "Manzoni" è rimasta indimenticabile. Mi è rimasta "dentro". Incancellata. Incancellabile. Ho cominciato a ritrovarti leggendo, poi, i tuoi romanzi. Poi, ci ha, in qualche modo, unito l'esperienza giornalistica, che io, successivamente, ho messo da parte per varie ragioni: di vita, d'amore, di famiglia...
...dunque: il ritorno. Una volta scrissi un pezzo sul periodico "Il Centro storico" che era, appunto, intitolato "Ritorno a Itaca". Non lo capì nessuno. L'idea di "ritornare al centro" venne equivocata. Una "filosofia dell'essere al centro" non è facile da farla digerire a chi scambia il ritorno al centro (altrimenti detto ombelico del mondo) come una terapia al dolore dolciastro della nostalgia dolciastra. Mettemmo da parte l'iniziativa. Che voleva mettere insieme quella "materia oscura" a cui tutti apparteniamo: Itaca o città di Astarte che sia... Sono disponibile a ogni incontro e ritorno. Anche se ardente e bruciante. Ma non nello stile del raduno dei "vecchiotti" quaranta-cinquantenni sul viale del tramonto o al traguardo della pensione. Anzi...
 Nel mio sito, fatto per dimostrare che quella "materia oscura" di cui sopra c'è ancora, ho inserito, appunto, alcune pagine onde ristabilire contatti perduti. Compreso il tuo, non si è superata la quota di quattro contatti. Non mi aspettavo una partecipazione di massa. Ad ogni modo, un'occasione di incontro potrebbe essere il tuo nuovo libro. Parliamone. Con Max e altri. Vediamo. Questa estate si potrebbe organizzare una serata in cui non solo presentare il tuo nuovo romanzo ma, soprattutto, leggerne alcune pagine. Ovviamente, siccome la cosa mi stuzzica molto, sarei felice se fosse il sottoscritto a leggere alcune tue pagine. In attesa che il ritorno maturi, nei prossimi giorni, pubblicherò nel sito sia la tua e-mail sia la mia. Quando Ciccio Di Bernardo mi manderà la sua recensione ovviamente la pubblicherò nel sito e anche nel periodico locale "Mistretta senza Frontiere", della cui redazione mi occupo. (...)
Un
abbraccio da Tatà Lo Iacono

Padre Achille Passalacqua CERCA
Giovedì 26/02/09 - 1:53:37 pm
Galeotto di un Tatà! Mi hai messo un'altra pulce nell'orecchio: il servizio militare. E' come se si fosse aperta una pagina dimenticata: Umberto Li Puma da Catania, un simpaticone che si prese la licenza elementare in caserma nel lontano 1977 (Caserma Turba); Vito Asaro, da Mazara del Vallo (quattro pagine di elenco telefonico!), che ha fatto il "Carro" alla Cecchignola, con me nel 1976. E un sottotenente etneo, credo AUC, un testa di…, che, comunque, ho perdonato e rivedrei volentieri, tale Signorello.
Nostalgia = dolore della mente (nous).
Ci vuole un analgesico. Abbracci. Padre Achille Passalacqua

Lunedì 23/02/09 - 10:54:06 am
Appello tipo "Chi l'ha visto"?
Vorrei tanto rivedere quattro miei compagni di scuola delle Scuole Elementari, alunni come me dell'indimenticabile maestra Porrello: Antonio Marchetta, (?)Bellia, (?)Romano (stava sopra S. Maria, vicino ai Salamuneddi, e Umberto Siciliano (suo papà fu direttore del Banco di Sicilia, quando era a Palazzo Faillaci).
I primi due credo fossero figli di militari o agenti di custodia; di orgine catanese sicuramente Bellia (con cui facemmo memorabili scazzottate per via delle strummule professionali che rigonfiavano paurosamente i calzoni). Di Umberto ricordo qualcosa di piemontese e da giovin signore che dava a tutti sui nervi, ma in fondo era un pezzo di pane.
Chissà che il web ci possa riunire ancora, dopo 44 anni!
Grazie ancora e saluti e tutti. Padre Achille Passalacqua - Rocca di Caprileone (Messina)

Pippo Mancuso (Mistretta)
CERCA
Carlo Serrano.

SEBASTIANO LO IACONO CERCA
Antonio Marchetta, da Agrigento.
Michele Bartolotta, da Reitano.
Cugini/Famiglia Antonino Noto (Motta d'Affermo)-Angela Gentile (Mistretta),
da genitori emigrati negli USA (Anni '50)/Smtihtown/Passaic

I camerati-commilitoni del 52esimo "Reggimento Fanteria delle Alpi", altrimenti detti "Cacciatori delle Alpi", conosciuti a Tarcento, in Friuli, in occasione del servizio militare. Avevamo cravatta rossa garibaldina. La parola d'ordine, quando si rompevano le righe, era, appunto: "Obbedisco!", come quella del famoso telegramma di don Peppino Garibaldi al Re d'Italia, in epoca risorgimentale. A Tarcento, Attimis e Platischis conobbi vari ragazzi, di cui uno di Paternò e un paio catanesi.
Nomi e cognomi dimenticati. Ce n'erano altri veneti e friulani.
Con questi ultimi condivisi la tragica esperienza del terremoto del Friuli del 6 maggio 1976.
Uno si chiamava Buson e l'altro Salvan, o giù di lì.
Quella notte tremenda del sisma, che durò ben 59 secondi, ci abbracciamo: per poi perderci...

CONTATTI AVVENUTI
Lirio INSINGA - Brianza Nord-Est Lombardia
Venerdì 10/04/09 - 6:23:00 pm
 Intanto, un abbraccio fraterno a tutti. Mi tremano le mani. Sono stato contattato da mio cugino, Sergio Portera (il figlio di Nino, quella della putìa [bottega, n.d.r.] di frutta e verdure, in piazza). Navigando, ha letto un articolo su di me, facendomi venire la saudade mistrettese. Dopo mezz'ora buona di conversazione, mi ha parlato del sito. Non ho parole per il bel lavoro che hai fatto. Sono venti anni che non metto piede nel paesello natio. Ti ricordo sempre con affetto. Mi sono commosso vedendo le tue foto, ai tempi del liceo. Ho rivisto in pole-position mia sorella Nuccia. Un arrivederci a presto e un abbraccio che comprende "GLI ELFI", sino all'attuale gioventù mistrettese che, purtroppo, non conosco. Un saluto particolare a Enzo Salanitro, Filippo Giordano, Achille Passalacqua e al mio compagno di Liceo, Nello Zingone.
Grazie di cuore da Lirio Insinga - Brianza Nord Est Lombardia

Domenica 12/04/2009 - 19.06
 Caro Tatà, ti ringrazio tantissimo per questo contatto col mio caro ex-compagno di liceo, Lirio Insinga. Ne avevo perso le tracce sin da quando tornò a Mistretta giusto il tempo per il funerale del papà, ormai circa dieci anni or sono. Grazie all'indirizzo e-mail lo contatterò immediatamente.
Ti saluto. Nello Zingone. Mistretta

Domenica 12/04/2009 - 19.59
 Ti ringrazio di avermi mandato il messaggio di mio cugino Lirio. Comunque, per me è un piacere pubblicizzare il tuo sito, in quanto lo considero una vera e propria enciclopedia multimediale su Mistretta. Che ne dici di preparare per questa nostra bella città un bel dvd? Io la butto là: vedi tu. Con l’occasione ti invio, in allegato,  una seconda foto della gita di Barcellona.
Saluti Sergio Portera. Mistretta

Domenica 12/04/2009 - 20.07
 Caro Lirio, che sorpresa risentirti vent'anni dopo! Ti ricordo come braccio destro di Tatà mentre sponsorizzi i suoi libri. Avevamo perso le tue tracce e non sapevo che fossi un collega (a distanza) di Sergio Portera. Mi fa piacere scoprirti ora con l'incarico di comandante. Colgo l'occasione per fare a te e a tutti gli amici che hai citato nella tua mail gli auguri (tardivi) di Buona Pasqua. Approfitto della presente, anche per rendere edotto te e gli altri amici che hai citato, che di recente ho curato qualche altro ulteriore lavoro che potrete visionare sul sito al link diretto http://ilmiolibro.kataweb.it/community.asp?id=3963 dove qualcuno di voi, senza saperlo, si ritrova in copertina. Di tale ultimissimo libro, fresco fresco, non ho ancora alcuna copia neanche io. Le aspetto a breve. Cliccando sulle copertine che appaiono è possibile ispezionare le prime otto pagine e farsi una vaga idea. Diversi di tali lavori sono delle riedizioni di opere già in precedenza pubblicate. Claudio La Ferrara e Enzo Salanitro, che ogni tanto si ritrovano a Catania a strimpellare (Pardon! Suonare e cantare molto dignitosamente) canzoni degli Anni Verdi saranno, come gli altri, contenti di questa tua improvvisata. Un caloroso abbraccio a tutti. Filippo Giordano. Mistretta

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"Per Alice", esecuzione di Totuccio Currieri